Le certificazioni di impianto elettrico sono documenti indispensabili per garantire la sicurezza e la conformità degli impianti. Per gli installatori e le imprese impiantistiche, gestirle bene significa lavorare in regola, evitare sanzioni e offrire un servizio professionale ai propri clienti.
💬 In breve in questo articolo:
- quali sono le certificazioni obbligatorie
- quando servono
- come gestirle al meglio con un software gestionale pensato proprio per chi lavora su commessa e in cantiere

Le certificazioni di impianto elettrico: perché servono
Ogni impianto elettrico, per essere sicuro e a norma, deve essere accompagnato da una documentazione che ne attesti la conformità alle leggi e alle norme tecniche vigenti.
Le certificazioni sono un obbligo burocratico, è vero, ma rappresentano anche una garanzia per l’impiantista e per il cliente. Il primo infatti tutela il proprio lavoro e imposta una gestione di commessa completa e in ordine, il secondo ha la certezza di un impianto sicuro e realizzato da un professionista abilitato.
La certificazione è il biglietto da visita tecnico dell’impianto: descrive come è stato eseguito, quali materiali sono stati utilizzati e chi ne ha curato l’installazione.
Capisci anche tu – e lo condividerai con noi – che la gestione di questi documenti richiede attenzione, metodo e precisione.
Quali sono le principali certificazioni per impianto elettrico
Le certificazioni cambiano a seconda del tipo di impianto e della sua storia. Vediamo le più importanti che un impiantista deve gestire:
1. Dichiarazione di Conformità (Di.Co)
è la certificazione principale prevista dal DM 37/2008. Deve essere rilasciata per ogni nuovo impianto, per ogni modifica o ampliamento. Attesta che l’impianto è stato realizzato “a regola d’arte” e in conformità alle norme CEI. La rilascia l’impresa installatrice abilitata che ha eseguito i lavori.
2. Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri)
serve per gli impianti realizzati prima del 2008, quando non era ancora in vigore il DM 37/2008. In questo caso, se non esiste la Di.Co, la Di.Ri può sostituirla.
La rilascia un professionista qualificato, come un ingegnere o un perito iscritto all’albo da almeno cinque anni.
3. Certificato di collaudo o verifica periodica
è richiesto soprattutto per impianti industriali, grandi edifici o ambienti pubblici, dove la sicurezza deve essere monitorata nel tempo. Verifica l’efficienza e la rispondenza dell’impianto alle normative.
Oltre a questi documenti, è importante allegare sempre gli schemi dell’impianto, l’elenco dei materiali utilizzati, la visura camerale dell’azienda e gli eventuali libretti d’uso e manutenzione.
Un fascicolo completo e ordinato di documenti è sinonimo di organizzazione e professionalità.
Quando sono obbligatorie le certificazioni?
Le certificazioni di impianto elettrico sono obbligatorie per legge in moltissime situazioni.
Il riferimento normativo è sempre il DM 37/2008, che stabilisce quando e come devono essere emesse.
Ecco i casi principali in cui sono richieste:
- nuova installazione di un impianto elettrico, sia civile che industriale
- rifacimento o ampliamento di impianti esistenti
- modifica sostanziale di componenti o quadri elettrici
- cambio di destinazione d’uso di un locale o di un edificio
- vendita o affitto di un immobile, dove il notaio o l’acquirente richiedono la documentazione dell’impianto
- richiesta di allaccio o voltura per la fornitura di energia elettrica
Quindi la certificazione non riguarda solo i grandi impianti: anche un piccolo intervento, se modifica la struttura esistente, può richiederla.
Ecco perché è importante che l’impiantista abbia sempre sotto controllo le commesse attive e la documentazione collegata.
Chi può rilasciare le certificazioni (requisiti richiesti)
Non tutti possono emettere le certificazioni di impianto elettrico: lo possono fare solo le imprese abilitate, lo prevede l’art. 3 del DM 37/2008.
Queste imprese devono essere iscritte alla Camera di Commercio e avere almeno un responsabile tecnico con i requisiti di formazione o esperienza richiesti dalla legge.
Quando si rilascia una certificazione, occorre specificare correttamente ogni informazione richiesta:
- dati dell’azienda e del cliente
- descrizione dell’impianto
- materiali e componenti utilizzati
- esito delle verifiche di sicurezza
- schema e planimetria allegati
- firma e timbro dell’impresa
Anche un piccolo errore – un allegato mancante, una data sbagliata o un indirizzo incompleto – può invalidare il documento.
Per questo molti installatori scelgono di gestire le certificazioni in digitale, così da evitare errori, dati mancanti e velocizzare la compilazione.
Gestire le certificazioni con un software gestionale per impiantisti

Fino a qualche anno fa, le certificazioni si compilavano a mano o su file sparsi tra computer e cartelle.
Oggi per fortuna, grazie ai software gestionali per impiantisti, è possibile automatizzare e centralizzare tutta la gestione dei documenti.
Facciamo l’esempio di Perfetto, il software gestionale per impiantisti.
Con Perfetto, in tema di gestione della conformità, puoi:
- associare ogni certificazione alla commessa o al cliente
- compilare automaticamente i dati anagrafici e di cantiere
- allegare schemi, foto e firme direttamente dall’app mobile
- archiviare i documenti digitalmente e trovarli in un clic
- inviare al cliente la certificazione in PDF senza dover tornare in ufficio
Questo significa meno carta, meno errori e meno tempo perso tra fogli e allegati.
Gestire la burocrazia diventa finalmente semplice quanto installare un interruttore: tutto chiaro, tutto ordinato.
Evitare errori e sanzioni: passa alla gestione digitale
Il DM 37/2008 prevede sanzioni per chi non rilascia o non conserva correttamente le certificazioni di impianto elettrico.
Le conseguenze possono essere pesanti: sospensione dei lavori, multe o addirittura responsabilità civili in caso di incidenti.
Digitalizzare la gestione significa anche tutelarsi legalmente.
Con un gestionale come Perfetto, ogni certificazione è tracciata, firmata e archiviata con data certa.
In più, Perfetto ti aiuta a mantenere aggiornato lo storico degli impianti, così da poter intervenire in modo rapido per manutenzioni o verifiche future.
Esempio pratico: come un impiantista gestisce le certificazioni con Perfetto
Immagina di dover collaudare un impianto.
Con Perfetto apri la commessa, compili la certificazione, estrai la lista dei materiali, inserisci foto e dati tecnici.
In pochi secondi il documento è salvato nel gestionale, archiviato nella scheda del cliente e pronto per l’invio in PDF.
Niente più moduli stampati, scanner, email da ricopiare o allegati dimenticati.
Tutto avviene in tempo reale, con un flusso ordinato e tracciabile.
E se il cliente ti chiede una copia dopo mesi, la ritrovi in due clic.
Conclusione: certificazioni più sicure e più agevoli con la gestione digitale
Le certificazioni degli impianti elettrici sono un aspetto fondamentale del lavoro dell’impiantista: garantiscono sicurezza, professionalità e rispetto delle norme.
Gestirle nel modo giusto significa evitare errori, risparmiare tempo e offrire un servizio impeccabile ai clienti.
Con Perfetto, puoi dire addio alla burocrazia e concentrarti su ciò che sai fare meglio: installare impianti a regola d’arte.
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FAQ: domande frequenti sulle certificazioni di impianto elettrico
Quali sono le certificazioni obbligatorie per un impianto elettrico?
Le principali sono la Dichiarazione di Conformità (Di.Co), obbligatoria per impianti nuovi o modificati, e la Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri), valida per impianti più vecchi (realizzati prima del 2008). In alcuni casi è richiesto anche il certificato di collaudo o verifica periodica, soprattutto per impianti industriali o pubblici.
Chi può rilasciare le certificazioni di impianto elettrico?
Solo le imprese abilitate ai sensi del DM 37/2008, iscritte alla Camera di Commercio e con un responsabile tecnico qualificato. In caso di Di.Ri, può rilasciarla un professionista iscritto all’albo (ingegnere, architetto o perito) con almeno cinque anni di esperienza nel settore elettrico.
Quando serve la certificazione di un impianto elettrico?
È necessaria in caso di nuova installazione, ampliamento, modifica o rifacimento di un impianto. Serve anche per la vendita o l’affitto di immobili e per richiedere l’allaccio o la voltura della fornitura elettrica. In tutti questi casi, il documento certifica che l’impianto è sicuro e conforme alle norme.
Cosa rischio se non rilascio la certificazione dell’impianto?
Senza certificazione si rischiano sanzioni amministrative, sospensione dei lavori e responsabilità in caso di incidenti o danni. Il DM 37/2008 obbliga chi realizza o modifica un impianto a rilasciare la certificazione: non farlo significa lavorare fuori norma.
Come si può semplificare la gestione delle certificazioni?
Con un software gestionale per impiantisti, come Perfetto, puoi compilare e archiviare le certificazioni in formato digitale, allegare foto e documenti alla commessa, e inviarle subito al cliente. In questo modo eviti errori, risparmi tempo e tieni tutto sotto controllo, anche dal cantiere.



