Risparmio energetico, anche l’enciclopedia se ne occupa

L’enciclopedia Treccani lo definisce come l’azione di

astenersi dall’usare, dal consumare ciò che produce energia

Dal punto di vista pratico perché dobbiamo risparmiare energia?

Perché le fonti energetiche maggiormente utilizzate oggi per produrre energia non sono inesauribili. Pensiamo al petrolio o al gas ad esempio.

Per questo man mano che andremo avanti diventeranno sempre più limitate e dunque sempre più costose (oltre che inquinanti).

risparmio energetico

Cosa può consigliare un impiantista per risparmiare energia?

Occorre innanzitutto distinguere tra due tipi di risparmio energetico:

risparmio energetico domestico

il risparmio nelle case (domestico)

risparmio energetico industriale

il risparmio industriale

In entrambi i casi l’impiantista può consigliare soluzioni e tecnologie che portano a una riduzione degli sprechi di energia e di risorse.

Il risparmio energetico domestico

In casa, lo sappiamo, di energia se ne produce tanta. E la maggior parte di questa si usa per il riscaldamento.

L’impiantista idraulico può intervenire sull’efficienza dell’impianto fin dalla sua progettazione. A partire dall’architettura dell’impianto, fino alla scelta dei materiali da installare.

Non dimentichiamo poi che il sistema di tubazioni è un fattore determinante perché fa arrivare l’acqua calda ai vari ambienti della casa. Se ci sono dispersioni termiche nelle tubature, ovviamente questo aumenta i costi energetici.

A livello elettrico, l’impianto serve a produrre illuminazione ed energia.
Anche in questo caso l’impiantista può scegliere (e consigliare) materiali per risparmiare. Lampadine al led al posto di quelle incandescenti, elettrodomestici di classe energetica elevata, domotica e controllo remoto dell’impianto.

Oggi l’impiantista ha una serie di opzioni per proporre e realizzare un impianto a risparmio energetico. In particolare i materiali innovativi e le fonti rinnovabili (fotovoltaico e solare-termico) permettono di ridurre il consumo di energia (eliminando le dispersioni) e di favorire l’uso più efficiente delle risorse.

 

Il risparmio energetico industriale

Se pensiamo a un’industria, pensiamo anche a un consumo di energia più elevato rispetto a un’utenza domestica.

Per questo parlare di risparmio nei contesti industriali è ancora più importante e determinante.

L’impiantista in questo caso può progettare un impianto che abbia lo scopo di utilizzare l’energia in modo razionale considerando tutti gli aspetti della vita industriale: gli uffici, la produzione, il riscaldamento, ecc…

Si parla molto di impianti di cogenerazione. Sono impianti che generano energia elettrica e termica dalla stessa fonte contemporaneamente. Nei contesti industriali possono portare un importante recupero energetico e dunque abbattimento dei costi e dei consumi.

Riscaldamento ed energia, la parola d’ordine è risparmio. Valvole termostatiche, caldaie a condensazione ma anche domotica e fonti rinnovabili: elementi che significano costi in meno e minore inquinamento ambientale.

 

I riferimenti normativi

Dal 2005 in Italia anche la legge parla di efficienza energetica e di risparmio.

Elenchiamo velocemente i decreti e le norme che, anno dopo anno, sono entrati in vigore sull’argomento:

 

 
Decreto Legislativo
192/2005
sulla certificazione degli edifici

Decreto Legislativo
311/2006
sulla diagnosi energetica che evidenzia gli sprechi di energia

Decreto Ministeriale
19 febbraio 2007
sulle detrazioni di imposta per le riqualificazioni

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