Ecobonus 110% è una di quelle parole che stanno entrando prepotentemente nelle discussioni di questo 2020.
Quest’anno infatti ci siamo abituati a termini, situazioni e momenti che hanno segnato un’epoca storica ed economica del tutto eccezionale. Nessuno ne è stato escluso, famiglie, aziende, professionisti, lavoratori.

Abbiamo avuto un lungo lockdown che ha fermato tante imprese.

Adesso l’economia è ripartita (o ci sta provando) e le attività, come le commesse, hanno ripreso da dove si erano fermate.

 

 

Se lavori nel settore impiantistico sai bene quanto il Covid-19 abbia forzatamente imposto le sue regole: cantieri rallentati (quando non addirittura chiusi), commesse sospese, mancato rispetto degli accordi col cliente. Per non parlare di come è cambiato il modo di lavorare in cantiere, con norme di comportamento nuove che hanno modificato tutte le normali attività quotidiane, pratiche e “di routine”.

Dai cantieri fermi siamo passati ai lavori di nuovo in corso con nuovi obblighi sanitari e di sicurezza.

Non c’è dubbio che il quadro normativo sia un volano importante nel gestire i momenti di crisi.
Lo è sempre ma in situazioni come quella che abbiamo vissuto lo è ancor di più.

Inevitabile quindi parlare del Decreto Rilancio e, insieme, del nuovo Ecobonus 110% che ha tutti i presupposti per essere la misura chiave della ripartenza del comparto impiantistico.

 

Cos’è l’Ecobonus

È l’incentivo che si applica alle spese di ristrutturazione edile e impiantistica sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e prevede – per chi commissiona i lavori – un recupero fiscale del 110% in 5 anni del valore delle opere eseguite.

Sono due gli obiettivi del bonus:

1.

Dal punto di vista aziendale (quindi di chi offre servizi di ristrutturazione e adeguamento tecnologico), il bonus vuole dare un forte slancio di business alle imprese che si occupano appunto di installazione impianti, lavori edili, ristrutturazioni, progettazione, ecc…

2.

Dal punto di vista energetico, il bonus stimola la riqualificazione degli edifici italiani per aumentare la presenza di abitazioni con impianti moderni, efficienti, eco-sostenibili.

Il decreto parla chiaro. Solo le opere che migliorano il consumo energetico dell’edificio di almeno due classi possono godere del recupero fiscale al 110%.

 

Ecobonus 110% : le ricadute previste sull’economia

Bèh che dire … le premesse ci sono tutte per prevedere importanti effetti sull’economia del settore impiantistico (e non solo).

Al momento si parla di stime ma le previsioni sono assolutamente confortanti.
L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) stima che i lavori che saranno messi in moto dall’Ecobonus potrebbero valere 6 miliardi di Euro in diciotto mesi e generare un effetto complessivo sull’economia da 21 miliardi.

Gli interventi di recupero efficienza previsti dal decreto e finanziabili con il nuovo Ecobonus 110% sono tre e sono chiamati interventi trainanti:

 

Edilizia

SETTORE
EDILE

Impiantistica

SETTORE
IMPIANTI


  • L’isolamento termico a cappotto, interno o in intercapedine
  • La riqualificazione antisismica

  • sostituzione dell’impianto di riscaldamento con pompa di calore ad alta efficienza o caldaia a condensazione

Facciamo degli esempi con casi e numeri per capire l’effetto del bonus sull’economia.

esempio Esempio 1
Realizzazione del cappotto con isolamento termico.

In questo caso il bonus fiscale può arrivare fino a 50.000 € per unità immobiliare

esempio Esempio 2
Sostituzione di un impianto di riscaldamento con pompa di calore centralizzata o caldaia a condensazione ad alta efficienza.

In questo caso il bonus fiscale può arrivare fino a 30.000 € per unità immobiliare.

esempio Esempio 3
Ristrutturazione antisismica.

In questo caso il bonus fiscale può arrivare fino a 90.000 € per unità immobiliare.Le applicazioni nell’impiantistica

 

Ecobonus 110% applicato all’impiantistica

Scendiamo più nello specifico e vediamo quali settori saranno maggiormente interessati dall’effetto-spinta dell’Ecobonus.
Edilizia, sicuramente, ma anche una buona fetta dell’impiantistica.

Il decreto infatti mette in campo un’altra chance, quella degli interventi correlati.
Cioè?
Oltre ai tre interventi “trainanti” possono essere detratte al 110% anche tutte le opere volte al risparmio energetico eseguite contestualmente ai primi. Ad esempio l’installazione di un impianto fotovoltaico o di nuovi infissi.

Ma spieghiamo meglio questo punto …

Ti occupi di installazione impianti, quindi sai che per centrare l’obiettivo del miglioramento energetico di una abitazione l’impiantistica conta molto.

Sono tanti gli interventi che riqualificano un edificio. In particolare si punta a installare:

  • impianti fotovoltaici
  • sistemi di accumulo correlati agli impianti fotovoltaici
  • colonnine di ricarica per veicoli elettrici
  • sistemi di riscaldamento con pompa di calore ad alta efficienza energetica
  • caldaie a condensazione in classe A
  • impianti di tipo solare-termico
  • impianti domotici

Proprio questi interventi correlati di tipo impiantistico permettono di accedere all’Ecobonus 110%. Alcuni legati agli interventi trainanti, altri anche da soli.

Termico e fotovoltaico: è qui che si fa la differenza energetica per contenere i consumi e gli sprechi. È in questi settori che si può vedere il bicchiere mezzo pieno della ripartenza del settore impiantistico.

Vedi tante informazioni su Ecobonus 110% e non sai come orientarti nella “giungla” di dati e fonti?
Ti aiutiamo noi, abbiamo raccolto per te i riferimenti più utili: normativi, finanziari e di mercato.

Guida tra le informazioni su Ecobonus per impiantisti

 

L’importanza di ripartire “ben attrezzati”

Abbiamo detto sopra che, pur convivendo con il Covid-19, ripartono i cantieri.
Lo fanno con tutta l’attenzione necessaria ai temi della sicurezza, della tutela della salute dei lavoratori, della gestione del rapporto col cliente.

Abbiamo anche detto che il binomio vincente dei prossimi mesi sarà bonus – rilancio in quanto le stime ci fanno sperare in uno scenario di accelerazione dell’economia impiantistica ed edile grazie all’Ecobonus.

Ma quando si parla di ripartenza e di accelerazione, occorre pensare che tutto questo può diventare una effettiva opportunità (economica e di crescita) se supportato dalle giuste tecnologie abilitanti.

La tecnologia aiuta a gestire i cantieri. L’organizzazione, la digitalizzazione e il controllo delle attività sono gli elementi che possono fare la grande differenza in momenti di rilancio e di cambiamento economico (specie se massiccio).

Il nostro lavoro – come azienda che collabora da sempre con altre aziende – è affiancare le realtà impiantiste nel processo di miglioramento organizzativo dei flussi di commessa.
Proprio la nostra ormai lunga esperienza nel contesto impiantistico italiano ci porta a riflettere su come e quanto l’azienda tecnologicamente attrezzata possa “cavalcare” una fase di ripartenza.

Un’azienda che riesce a mantenere il controllo sulle attività gestionali e di commessa con le giuste tecnologie, non solo può superare un’emergenza ma può vivere la ripresa come opportunità di innovazione e crescita.

Con il nuovo Ecobonus 110% apriranno tanti nuovi cantieri, partiranno tante nuove commesse.
Chi crescerà con questa opportunità? Non tutti …

Cresceranno le aziende che sapranno organizzarsi nella gestione, nel controllo puntuale e nella correzione delle attività di commessa.

 

Entrate in vista. Ma senza dimenticare i costi

Per approfondire quanto abbiamo scritto sopra vogliamo fare una riflessione.
Ricordi quando, anni fa, ci fu “l’esplosione” del mercato fotovoltaico in Italia?
Anche in quel caso fu trainato da incentivi e normative, anche in quel caso la domanda dei clienti superò l’offerta disponibile dalle aziende.

L’attuale Ecobonus 110% avrà un effetto simile.
Tanta domanda, superiore all’offerta. Le aziende impiantiste dovranno essere capaci di soddisfare quella domanda e quindi dovranno strutturarsi, organizzarsi.

Allora riflettiamo.
L’esplosione del business produrrà un maggior giro d’affari, quindi una maggiore liquidità.
Sì. Però non dimentichiamo che produrrà anche maggiori costi, maggiori spese e investimenti strutturali necessari per onorare tutte le commesse che verranno.

Lo schema seguente riassume il concetto dell’effetto Ecobonus sulle aziende:

Ecobonus 110% e l'effetto sulle aziende di impianti

Se l’azienda avrà più commesse, avrà necessariamente bisogno di più persone in cantiere e forse anche in ufficio.
Dovrà aumentare gli approvvigionamenti di materiali.
Avrà bisogno di più attrezzature per svolgere tutti i lavori, probabilmente in corso contemporaneamente.
Avrà bisogno magari anche di una nuova struttura (un capannone più grande ad esempio).

Quindi?
Quindi con l’Ecobonus aumenterà il volume d’affari, aumenteranno il fatturato e i ricavi ma cresceranno anche i costi che – e qui mettiamo l’accento – l’azienda si ritroverà a sostenere e a dover coprire anche alla fine del bonus.

L’effetto-spinta massiccio dell’Ecobonus amplifica a gran voce la necessità di saper controllare i dati aziendali, soprattutto i costi. Questo significa non ritrovarti oggi a godere di una iniezione di liquidità e domani ad essere sommerso dai costi (aumentati) che non controlli.

Sai che andrai incontro a maggiori costi.
Se non li controlli da subito ti ritroverai con un’azienda che, finita la “bolla” Ecobonus 110%, non riuscirà a capire come sostenersi.

L’azienda impiantista ha una grande opportunità da sfruttare al meglio e deve, per questo, restare agile anche nel post-bonus.
Controllando bene i costi, sarà infatti capace di “rispendersi” su un mercato che, nel frattempo, sarà tornato ai valori normali di business.

In conclusione questa riflessione ci porta a dire che ripartiranno e cresceranno (forse meglio di prima) le aziende attrezzate con le giuste tecnologie gestionali per il controllo dei costi e di tutti i dati di commessa.

 

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